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La pittura dell'Ottocento e della prima metà del Novecento

La raccolta di dipinti e di sculture meridionali dell’Ottocento e del primo Novecento posseduta dalla Pinacoteca è  numericamente la più consistente ed è il frutto di numerose piccole e grandi donazioni, integrate nel corso del tempo da numerosi acquisti da parte dell’Amministrazione.

Delle donazioni più significative, ricordiamo quella dello scultore molfettese Filippo Cifariello, nel 1934, che dopo il successo della sua mostra retrospettiva alla Fiera del Levante di Bari, cede alla pinacoteca quarantatre modelli originali in gesso di ritratti e monumenti commemorativi. Il lascito è anche corredato da un ricco epistolario, riviste d’epoca, cataloghi di mostre e fotografie, costituenti l’”Archivio Cifariello”.

Subito dopo, nel 1935, in seguito alla morte del pittore Damaso Bianchi, sua moglie Dettina Bianchi Tangari dona alla Pinacoteca Provinciale di Bari una settantina di opere del marito, oli e disegni, appartenenti tutte alla sua produzione novecentesca raffiguranti prevalentemente angoli storici e pittoreschi di Bari Vecchia, nonché suggestivi paesaggi della Selva di Fasano e della Valle d’Itria.

Nel 1936 le raccolte della Pinacoteca vengono arricchite dalla donazione di Riccardo Ferrara, avvocato tranese, amico e sostenitore di artisti e pittore egli stesso. La raccolta, completata dal figlio, è composta da centosette pezzi; si tratta di opere di pittori meridionali tra i quali De Nittis, Netti, Altamura, Piccinni, Irolli, Armenise, che si vanno ad aggiungere ad altre opere dei medesimi artisti acquistate dalla pinacoteca.

Non meno significativa, tra le donazioni storiche, quella del 1940 da parte del pittore Enrico Castellaneta, consistente in un gruppo dei suoi dipinti più importanti dei periodi caprese e pugliese.

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