La Pinacoteca Metropolitana di Bari “Corrado Giaquinto” presenta dal 2 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027 la grande retrospettiva dedicata a Biagio Caldarelli (Bari, 1951-1999) dal titolo “Errare è umano”.
L’esposizione è prodotta e organizzata dalla Città Metropolitana di Bari, con il Sindaco metropolitano Vito Leccese, la Consigliera metropolitana Micaela Paparella, delegata alla tutela e valorizzazione del patrimonio della Pinacoteca, il Dirigente del Settore Promozione e Coordinamento Sviluppo Economico e Culturale Raffaele Nicola Vitto. Il coordinamento generale della mostra è di Emma Lobalsamo, responsabile UOC della Pinacoteca. La mostra, a cura di Paola Marino, è realizzata in collaborazione con la Galleria Valentina Bonomo e la ricerca opere e prestiti di Giovanni Giusto.
La mostra si sviluppa tra il salone del colonnato del Palazzo della Città Metropolitana e la Pinacoteca, con oltre 160 opere in un corpus mai esposto prima in maniera così ampia e unitaria, in un percorso espositivo organico che attraversa tutte le tappe della produzione dell'artista, svelandone la straordinaria varietà di tecniche e linguaggi. Un doveroso tributo ad un artista pugliese profondamente legato al territorio ma dal respiro internazionale.
Nella sua intensa carriera interrotta a soli quarantasette anni, Biagio Caldarelli ha praticato una costante esplorazione sul senso dell’arte, attraversandone la storia senza porsi limiti, viaggiando tra epoche e stili differenti, accogliendo suggestioni e influenze con sguardo libero e visionario.
Un’avventura artistica e intellettuale alimentata anche dall’incontro diretto con artisti di diverse generazioni nella galleria di Marilena Bonomo a Bari. Punto di riferimento in Italia per gli artisti dell’avanguardia internazionale in cui Caldarelli si è formato sin dalla sua prima personale nel 1980 e che ha segnato la sua intera carriera creando importanti occasioni espositive anche all’estero. Le sue opere fanno parte di importanti collezioni private ed istituzioni italiane e straniere tra cui la Collezione Sol LeWitt nel Museo di Hartford negli Stati Uniti.
Sono presentati in particolare focus e tracce del suo rapporto artistico e umano con Alighiero Boetti che lo invitò a realizzare il progetto "Alighiero Boetti / Biagio Caldarelli – 16 Accordi a tre mani", prodotto e presentato a Bari nel 1992, insieme ad opere di Boetti provenienti da collezioni private. Altre puntuali relazioni sono stabilite con grandi artisti che hanno ispirato i suoi percorsi, Marcel Duchamp, Sol LeWitt, Pino Pascali e Alberto Savinio attraverso opere originali e inediti abbinamenti.
Una sezione speciale è dedicata al suo incontro ideale col grande pittore pugliese dell’Ottocento Francesco Netti con cui ha condiviso la fascinazione per il celebre fregio della “Tomba delle danzatrici” del IV secolo a.C. proveniente della necropoli di Ruvo di Puglia e custodito al Museo Archeologico di Napoli, che ha dato vita in Netti al ciclo pittorico del “Coro greco” di cui sono esposte tre importanti opere, ed in Caldarelli alla significativa serie delle “Teorie”.
Da qui il titolo “Errare è umano”, tratto da una sua opera ed emblematico di una condizione intellettuale ed esistenziale sempre volta alla conoscenza, la ricerca e la contaminazione con uno spirito sapiente aperto anche all’ironia, il gioco, la meraviglia.
Una retrospettiva, attesa da oltre vent’anni, che segna un passo decisivo nella conoscenza di un artista che merita ancora studio, approfondimento e nuova visibilità nella storia dell’arte italiana del Novecento.
Nel corso dell’esposizione sarà realizzato un catalogo ragionato sull’opera di Biagio Caldarelli con immagini delle opere e della mostra.
La campagna fotografica delle opere e dell’allestimento, destinata anche alla documentazione per il catalogo, è realizzata da Giuseppe Ciliberti, fotografo della Pinacoteca.


