Franca Maranò (Bari, 1920 – 2015) ha trasformato ago e filo in strumenti di avanguardia, restituendo dignità artistica a una pratica tradizionalmente relegata all'universo domestico femminile.
Con i celebri Cuciti e gli Abiti Mentali ha anticipato temi oggi più che mai attuali – identità, corpo, memoria ed emancipazione – affermandosi come una delle protagoniste dell'arte tessile italiana del secondo Novecento.
La sua ricerca si è espressa anche nella ceramica, linguaggio attraverso il quale ha continuato a sperimentare forme, materia e segno, confermando una visione artistica libera da ogni confine disciplinare.
Nel 1970 fu tra i fondatori della galleria Centrosei, uno dei luoghi simbolo della sperimentazione artistica barese, portando successivamente il suo lavoro sulla scena internazionale con esposizioni, tra le altre, ad Art Basel e a Kassel.
La Pinacoteca Metropolitana "Corrado Giaquinto" custodisce importanti opere dell'artista, alcune giunte in donazione direttamente dagli eredi: Ricerca di origine n. 8/42 (1968), Cantastorie: La storia (1982) e La paura (1985).


